Riabilitazione cardiologica:
“la somma degli interventi richiesti per garantire le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo che i pazienti, con cardiopatia post-acuta o cronica, possano riprendere o conservare il proprio ruolo nella società”.
Un infarto del miocardio, un intervento di cardiochirurgia o una malattia aterosclerotica provocano spesso una riduzione di funzionalità cardiaca e di conseguenza una riduzione della capacità lavorativa e del livello di qualità della vita.
La riabilitazione ha come fine ultimo quello di favorire la stabilità clinica, di ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari e le disabilità conseguenti alla cardiopatia.
Altri vantaggi potenziali sono la riduzione dell’incidenza e della gravità dello stato di ansia e depressione che spesso si accompagnano alla convalescenza.

La riabilitazione respiratoria è un programma multidisciplinare di cura per pazienti con disfunzioni respiratorie, programmato “su misura” per il paziente in modo da cercare di ottimizzare l’autonomia e la performance fisica e sociale.
La ridotta tolleranza allo sforzo del paziente è dovuta all’instaurarsi di un circolo vizioso per cui il paziente riduce l’attività fisica a causa della dispnea e quindi tende a perdere trofismo e forza dei muscoli periferici.

Questa spirale negativa si rinforza anche attraverso fattori concasuali quali ansietà e depressione.
Il paziente sviluppa quindi disabilità, perdita dell’autonomia, limitazione nelle attività quotidiane, riducendo talvolta drammaticamente la propria qualità di vita.

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